Dal cuore del Miglio d’Oro alla Sala Zuccari del Senato della Repubblica. La Fondazione Ente Ville Vesuviane riceverà giovedì 8 ottobre la Targa di rappresentanza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’ambito della 47ª edizione del Premio Guido Dorso.

Un riconoscimento di particolare rilievo per la Fondazione presieduta da Gennaro Miranda, scelto dall’Associazione Guido Dorso per l’impegno nella valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico del Mezzogiorno. La cerimonia si terrà nella prestigiosa Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani e vedrà riuniti a Roma i nuovi “Ambasciatori del Mezzogiorno”.

Non si tratta, dunque, soltanto di un premio a un’istituzione culturale. La Targa Mattarella rappresenta il riconoscimento di un percorso che ha riportato al centro dell’attenzione le Ville Vesuviane e il territorio del Miglio d’Oro, attraverso interventi di recupero, iniziative culturali, mostre, eventi e progetti destinati a rafforzare il legame tra patrimonio e sviluppo.

Il premio e i protagonisti del Mezzogiorno

Promosso dall’Associazione Internazionale Guido Dorso, presieduta da Nicola Squitieri, il premio dal 1970 valorizza giovani studiosi meridionali e personalità del mondo istituzionale, economico, scientifico e culturale che si sono distinte per il contributo allo sviluppo del Sud.

Anche l’edizione 2026 conferma questa vocazione, con riconoscimenti destinati, tra gli altri, al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo, al regista e scrittore Roberto Andò, al docente della Federico II Danilo Ercolini, all’economista Daniele Archibugi e all’imprenditore Filippo Liverini.

Nell’albo d’oro del Premio Dorso figurano nomi di primo piano della storia istituzionale e culturale italiana, da Giovanni Leone a Giorgio Napolitano, da Renato Dulbecco a Franco Modigliani, da Francesco Rosi a Riccardo Muti.

La sfida delle Ville Vesuviane

È in questo prestigioso contesto che si inserisce il riconoscimento alla Fondazione Ente Ville Vesuviane.

Il patrimonio delle Ville Vesuviane costituisce una delle testimonianze più importanti della storia del territorio compreso tra Napoli e il Vesuvio. Dimore storiche, parchi e complessi monumentaliraccontano la stagione settecentesca nella quale l’aristocrazia napoletana scelse le pendici del Vesuvio per costruire alcune delle proprie residenze più prestigiose.

Villa Campolieto, Villa delle Ginestre, Villa Ruggiero e Villa Favorita sono oggi parte di un sistema culturale che può rappresentare una straordinaria leva per il turismo, la conoscenza e la crescita del territorio.

E proprio sulla valorizzazione di questo patrimonio si è concentrato il lavoro della Fondazione negli ultimi anni.

Restaurare per restituire il patrimonio alla comunità

Negli ultimi tre anni l’attività dell’Ente ha visto al centro diversi interventi di restauro e conservazione, con particolare attenzione a Villa delle Ginestre, Villa Favorita e Villa Ruggiero.

Ma la strategia della Fondazione non si è limitata alla conservazione degli edifici. L’obiettivo è stato quello di trasformare le Ville in luoghi vivi, capaci di ospitare cultura, spettacolo, ricerca, formazione e iniziative legate alla promozione del territorio.

In questa prospettiva si inseriscono un ambizioso progetto europeo “Green Craft” dedicato a rafforzare e promuovere l’approccio sostenibile nella filiera dell’artigianato artistico delle imprese culturali e creative. le esposizioni e le collaborazioni con importanti istituzioni culturali.

Tra gli appuntamenti 2025-2026 anche la mostra “Dall’uovo alle mele” (ab ovo usque ad mala), realizzata in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano, e il Festival delle Ville Vesuviane, che ha portato negli spazi storici anche la musica del Real Teatro di San Carlo di Napoli.

Da Leopardi al Festival: le Ville tornano protagoniste

Particolarmente significativo è stato anche il programma dedicato a Giacomo Leopardi.

Villa delle Ginestre, luogo indissolubilmente legato agli ultimi anni di vita del poeta, è tornata a essere uno dei punti di riferimento delle Celebrazioni Leopardiane, con un’apertura straordinaria il 29 giugno 2026, in occasione del genetliaco del poeta, con un’ anteprima di una mostra a lui dedicata che sarà poi visitabile alla riapertura totale della villa, terminato il suo restauro conservativo.

A completare il calendario, il Premio La Ginestra, appuntamento che contribuisce da anni a mantenere vivo il rapporto tra il territorio vesuviano e la grande tradizione culturale italiana.

Un insieme di iniziative che punta a un obiettivo preciso: fare delle Ville non semplicemente monumenti da conservare, ma centri di produzione culturale e motori di sviluppo per il territorio.

Miranda: “Un riconoscimento allo straordinario lavoro svolto”

Soddisfazione è stata espressa dal Presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane Gennaro Miranda, che ha sottolineato il valore del riconoscimento rispetto al percorso intrapreso dall’Ente.

«Il Premio Guido Dorso è il giusto riconoscimento per lo straordinario lavoro svolto in questi ultimi tre anni dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane per la valorizzazione e la promozione del territorio del Miglio d’Oro e dell’intero sistema delle Ville Vesuviane». Parole che sintetizzano il senso di una stagione nella quale il patrimonio vesuviano è stato posto al centro di una strategia che unisce tutela e valorizzazione, memoria e contemporaneità, cultura e sviluppo.

Il Miglio d’Oro guarda a Roma

L’8 ottobre, dunque, i riflettori saranno puntati da Roma verso il Vesuvio.

La Targa di rappresentanza del Presidente della Repubblica consegnata alla Fondazione Ente Ville Vesuviane porta al centro della scena nazionale un patrimonio che per troppo tempo è rimasto percepito come una realtà esclusivamente locale.

Il riconoscimento del Premio Guido Dorso certifica invece una prospettiva diversa: le Ville Vesuviane possono diventare uno dei simboli di un Mezzogiorno che investe sulla propria storia per costruire nuove opportunità di sviluppo.

Dal Miglio d’Oro a Palazzo Giustiniani, il messaggio è chiaro: il patrimonio vesuviano non è soltanto memoria. È una risorsa per il presente e, soprattutto, una scommessa sul futuro.

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